23/07/2010GOOD MORNING ANTROPOCENE!
Terremoti, uragani devastanti, alluvioni, marea nera, nubi generate da esplosioni vulcaniche. Ultimamente sembra che giornali e telegiornali non parlino d'altro: le catastrofi naturali salgono alla ribalta delle cronache. Ma perché tutto questo clamore? Non solo per le migliaia di vittime che mietono e che mieteranno nel futuro, non solo per gli anni di lavoro spazzati via in un attimo, non solo per le compagnie aeree che continuano a perdere soldi su soldi, ma anche perché queste sciagure ci devono suggerire una riflessione: a che punto l'uomo vuole arrivare?
Stiamo assistendo ad una vera e propria ribellione della Natura. Dopo due secoli di sfruttamento, all'apice delle terza rivoluzione industriale, ci sta preparando un conto…salato.
Nell'epoca, che Frank Fenner ha definito, sul giornale Australian, dell'Antropocene, ovvero l'era geologica in cui l'impatto dell'uomo sull'ambiente è devastante tanto quanto quello di una cometa o di un'era glaciale, abbiamo già sperimentato di tutto e abbiamo portato la Natura al limite della sopportazione. Oltre questa "sottile linea" di confine non possiamo più andare. Ed è proprio da questa consapevolezza che dovranno partire le nuove generazioni. L'uomo moderno ha, davvero, toccato il fondo, ma se è vero che per godere della salute occorre sperimentare la malattia, per il futuro si prospettano e si auspicano cambiamenti in positivo. Il mondo, dunque,potrebbe solo migliorare.
Pertanto, lo stesso uomo protagonista dei disastri dell'Antropocene ha generato coloro che porranno fine allo scempio e avranno cura della Natura offesa e danneggiata.
http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/11/antropocene-1-la-terra-70-miliardi-di-tonnellate-allanno.html
http://www.eco-newsperiodico.it/?pag=articoli&num=5&n_a=1
Postato da Maria Assunta Bordon in ------ | Scrivi il tuo Commento