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Istituto di Medicina Naturale - Blog
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http://www.istitutomedicinanaturale.it
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<description>
Il portale della naturopatia
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it
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13/02/2012 9.33.05
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<title><![CDATA[ 
"Ahi che mal a la capa": quando il disagio si declina al femminile.
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<description><![CDATA[ 
<p><em>"Ahi che mal a la capa!"</em></p>
<p>È solo una delle tante espressioni dialettali che identificano il mal di testa, un'esperienza comune a molte persone di ogni sesso ed età.</p>
<p>Non tutti però sanno che <strong>la cefalea</strong> – o meglio dovremmo parlare di "cefalee primarie", che si distinguono dalle secondarie perché rappresentano un disturbo&nbsp; a sé stante, cioè slegato da ogni altra patologia - <strong>predilige il pianeta Venere</strong>. Dati alla mano, in Italia ne soffre il 10,5% delle donne, contro il 4,7% degli uomini, con un rapporto <br />vicino all'1:3 (dati Istat, 2005).<br />&nbsp;<br />I motivi di questo divario numerico sono tanti, a partire dal fatto che <strong>l'universo femminile deve fare i conti, per propria natura, con un delicato equilibrio ormonale</strong>. Il ciclo mestruale, la gravidanza, la menopausa e l’uso di contraccettivi orali infatti comportano alterazioni ormonali da cui può dipendere il mal di testa. </p>
<p>Tuttavia accanto a queste problematiche "ataviche" si registrano <strong>fattori scatenanti</strong> di diversa natura. Fra questi <strong>ansia</strong>, <strong>stress</strong>, <strong>insonnia</strong> ed <strong>intensa attività lavorativa</strong> sono i principali imputati perché in grado di indurre quelle variazioni vascolari, venose e muscolari che determinano appunto il dolore. Si tratta di elementi fortemente connessi con gli stili di vita frenetici imposti dalla società moderna. <strong>Sembrano lontani anni luce i tempi della donna "regina del focolare"!</strong> Nessuna di noi li rimpiange perché era la stessa epoca della passiva sottomissione all'autorità maschile, dello sfruttamento e della negazione di quei diritti civili che ora ci appaiono così scontati!<br />&nbsp;<br /><strong>Ma c’è qualcosa che ci trattiene dall’essere pienamente soddisfatte della nostra condizione e che ci spinge ad andare oltre</strong>. Oggi la donna deve vivere una molteplicità di ruoli spesso in contraddizione tra loro. Il giorno madre modello e professionista stimata, la sera amante dolce e appassionata o amica sincera e leale. Brava casalinga ma anche fan della mondanità: mai un capello fuori posto, trucco impeccabile, tacco a spillo "e un bel sorriso, che non guasta!". Insomma, dopo tante lotte per la libertà di pensiero rischiamo di scoprirci schiave di una società che ci chiede di essere perfette.<br /><strong>Solo che ad un certo punto il nostro fisico si ribella</strong>: è la natura che bussa alla nostra porta e ci ricorda che è lei l’unica padrona del ritmo che regola l’universo!<br />&nbsp;<br />La cronaca di questi giorni sembra confortare questa ipotesi. Da&nbsp;circa due settimane&nbsp;Urbino, così come gran parte d’Italia, è stretta nella morsa del gelo, letteralmente sommersa da una coltre di neve che ha ricoperto strade, piazze e palazzi&nbsp; e "nascosto" gli ingressi degli uffici. Costrette - e costretti - a rallentare le nostre attività, pur nel disagio, <strong>abbiamo riscoperto il valore positivo del "tempo"</strong>, che ognuno ha sfruttato al meglio, non importa come. Alcune di noi hanno scelto di godersi bimbi e famiglia, altre hanno preferito leggere un libro finalmente sdraiate sul sofà, qualcuna non ha potuto rinunciare alla palestra o alla passeggiata "ginnica" e c’è chi, scovata quella vecchia ricetta di famiglia, è tornata ad assaporare i gusti di una volta.</p>
<p><strong>Approfittiamo ancora un po’ di questo momento per pensare a noi stesse... forse quel dolore "a la capa" passerà!</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon<br /></strong>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale </p>
<p>e <strong>Agnese Piccardoni</strong> </p>
<p>Link utili: </p>
<p><a href="http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070302_00/testointegrale.pdf">http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070302_00/testointegrale.pdf</a> (vedi p. 6)</p>
<p><a href="http://www.chemalditesta.it/riservato_donne/index.html">http://www.chemalditesta.it/riservato_donne/index.html</a></p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
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<pubDate>
Mon, 13 Feb 2012 00:00:00 GMT
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<title><![CDATA[ 
Junk food, cibo spazzatura: tassa sì, tassa no?
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<description><![CDATA[ 
<p>Chi di voi ricorda il film-documentario del 2004 "Super Size Me"? Morgan Spurlock, regista ed interprete di questa pellicola di successo, risvegliò la coscienza dell’americano medio con un esperimento che sa di puro masochismo: per un mese si nutrì esclusivamente di cibo della nota catena di fast food McDonald’s interrompendo contemporaneamente ogni attività fisica. <strong>Risultato?</strong> Aumento di peso, valori di colesterolo ai massimi storici, crisi depressive, disfunzioni sessuali e tanto ancora…</p>
<p><strong>Non è una novità</strong>: il junk food, cibo spazzatura per noi italofoni, fa male anzi, diciamolo, <strong>è veleno allo stato puro</strong>! Una cattiva alimentazione porta, tra l'altro, ad un eccesso di peso che può tradursi in obesità ed è additata tra le principali cause delle malattie tipiche del nostro secolo. Oltre alle patologie già citate ricordiamo quelle cardiovascolari ed alcune tipologie di diabete e cancro.</p>
<p><strong>Negli Stati Uniti sovrappeso ed obesità rappresentano una vera e propria emergenza nazionale</strong> (un cittadino su quattro è obeso), tanto che negli ultimi anni la Casa Bianca ha elaborato una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione di questa malattia. La First Lady Michelle Obama, nel lodevole tentativo di dare il buon esempio, ha addirittura avuto l’ardire di coltivare un orto di broccoli e zucchine a pochi metri dall’elegante roseto di Jacqueline Kennedy generando l’ilarità degli esteti ma anche l’approvazione dei sostenitori del biologico.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p><strong>Ma torniamo al nostro Belpaese</strong>: qual è la situazione nella patria della dieta mediterranea? Il dato su sovrappeso ed obesità, seppur di gran lunga inferiore a quello americano, non è affatto rassicurante. Secondo un’indagine Istat infatti nel 2009 in Italia gli obesi rappresentavano il 10% della popolazione, ben il 2,1% in più rispetto al 2001. Cattive notizie anche dal fronte "sovrappeso" se consideriamo che le taglie "large" nel 2009 sono passate dal 33,9% del 2001 al 36,1% del 2009. A confermare il trend di crescita negativo due ricerche datate 2010 ed aventi ad oggetto l’età infantile: è ancora una volta l’Istat a denunciare che nella fascia compresa tra i 6 e i 17 anni il 26,2% dei ragazzi è o obeso o sovrappeso, mentre operatori Asur appositamente formati per lavorare nell’ambito del progetto ministeriale "OKkio alla Salute" &nbsp;hanno riscontrato che tra gli alunni della terza classe primaria (8-9 anni) il 22,9% è in sovrappeso, mentre&nbsp; l’11,1% si trova in condizioni di obesità. <br />&nbsp;&nbsp; <br />A fronte della situazione appena descritta e -perché no- con un occhio anche al portafoglio della Sanità nazionale, il ministro Balduzzi avrebbe pensato ad una <strong>tassazione di junk food e bibite gassate</strong>. Il condizionale è d’obbligo dato che la notizia, lanciata a gran voce dai principali quotidiani italiani a fine anno, ha prontamente trovato la smentita dell’interessato che ha precisato che non c’è ancora una tassa sul cibo spazzatura, ma solo una "bozza in vista del nuovo Patto per la salute da concordare con le Regioni". D’altra parte l’Italia non sarebbe la prima a discutere su un’imposta del genere: Francia, Ungheria e Brasile stanno affrontando l’argomento, mentre in Danimarca è già in vigore una tassa sui grassi saturi e alcune città degli USA si sono appena dotate di <strong>"soda taxes"</strong> (imposte sulle bibite gassate). Insomma, per conoscere il nostro destino non ci resta che aspettare.</p>
<p>Nell’attesa proponiamo qualche spunto di riflessione: <em>una tassa sul junk food rappresenterebbe un buon segnale e sarebbe di per sé un chiaro indicatore di ciò che è giusto o non giusto mettere sotto i denti? </em></p>
<p>E soprattutto... <strong>le parole d’ordine non dovrebbero essere forse: educazione e consapevolezza?</strong> Dalle stesse statistiche che vi abbiamo proposto è emerso che molti dei genitori dei piccoli sovrappeso non hanno saputo trovare motivazioni ai “kiletti” di troppo dei loro bimbi. In alcuni casi queste mamme e questi papà hanno un buon livello d'istruzione, sono ottimi professionisti e magari ricoprono anche cariche lavorative importanti. Ci chiediamo allora: è sufficiente la cultura fine a se stessa? O serve forse un tipo di cultura diversa, che spinga tutti noi ad adottare stili di vita più sani e a mostrare ai nostri figli, fin da piccolissimi, questa direzione?</p>
<p><strong>C’è poi dell'altro</strong>: capita sempre più di frequente che i genitori si affidino alla pubblicità e credano che alcuni cibi, spesso dolcetti al latte e cioccolato dalle invitanti confezioni colorate, siano addirittura salutari. Ma la pubblicità non era l'anima del commercio? Da quando in qua si è trasformata in anima della salute? </p>
<p>In questo marasma rischiamo di perdere le coordinate! <strong>Come selezionare i cibi “giusti”?</strong></p>
<p>Dal ministro Balduzzi e dalla politica in genere ci aspettiamo soprattutto questo: vorremmo che si studiassero strategie di comunicazione, che è poi educazione, per diffondere nel modo più equo possibile una <strong>"cultura del benessere"</strong>.</p>
<p>Un'alimentazione equilibrata e qualche passeggiata all'aria aperta...noi cominciamo da queste poche preziose regole per mantenerci in forma, sentirci belli e soprattutto riappropriarci del <strong>gusto di vivere</strong>! Il junk food non ci mancherà!</p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon<br /></strong><em>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p>e <strong>Agnese Piccardoni</strong> </p>
<p>Link utili: </p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/30/news/tassa_sui_junk_food_quanto_ci_costano_all_italia_gli_costano_gli_obesi-27402176/">www.repubblica.it/economia/2011/12/30/news/tassa_sui_junk_food_quanto_ci_costano_all_italia_gli_costano_gli_obesi-27402176/</a></p>
<p><a href="http://www.salute.gov.it/attualita/paDettaglioComunicati.jsp?id=3487">www.salute.gov.it/attualita/paDettaglioComunicati.jsp?id=3487</a></p>
<p><a href="http://www3.istat.it/dati/catalogo/20110121_00/inf_10_05_la_vita_quotidiana_nel_2009.pdf">www3.istat.it/dati/catalogo/20110121_00/inf_10_05_la_vita_quotidiana_nel_2009.pdf</a> </p>
<p><a href="http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/IndagineNazionale2010.asp">www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/IndagineNazionale2010.asp</a></p>
<p><a href="/public/guida_salvalinea.aspx">www.istitutomedicinanaturale.it/public/guida_salvalinea.aspx</a></p>
<p><a href="/public/nutrizione_clinica.aspx">www.istitutomedicinanaturale.it/public/nutrizione_clinica.aspx</a></p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
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<pubDate>
Mon, 16 Jan 2012 00:00:00 GMT
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<item>
<title><![CDATA[ 
Caro Babbo Natale ...
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<description><![CDATA[ 
<p><em>"<strong>Caro Babbo Natale</strong>, tu abiti così lontano e forse non 
puoi saperlo, ma noi siamo stanchi di sentir parlare di indice mibtel, spread, 
borse in calo, dimissioni, governi tecnici. Quest'anno, se puoi, non regalarci 
tante cose, ne basta solo una: <strong>la felicità</strong>".</em> </p>
<p>Questa è, più o meno, la letterina che, oggi come oggi, scriverebbero tutti 
gli italiani, scambiando Babbo Natale per Aladino, ma purtroppo la lampada, 
strofina oggi, strofina domani, ha esaurito la sua carica di desideri. </p>
<p>E' vero, il Santo Natale si sta avvicinando ma, vuoi la crisi economica, vuoi 
i soldi che non bastano mai, vuoi il clima non ancora tipicamente invernale, 
quest'anno ci coglie un po' impreparati (e, direi, anche "svuotati").</p>
<p>I negozi&nbsp;hanno allestito le loro vetrine, le città si sono, piano piano, 
illuminate, ma c'è qualcosa che non va. </p>
<p>Non c'è ancora l'atmosfera giusta. E, se non ce ne rendiamo conto, ce lo 
dicono pure i dati che riportano siti internet e giornali. </p>
<p>Stando agli ultimi aggiornamenti, la previsione di spesa degli italiani per 
le prossime festività è calata del 2,3%. <strong>Italiani popolo di 
risparmiatori?</strong> Forse per necessità, ma a noi piace pensare che qualcosa 
stia davvero prendendo una piega diversa. </p>
<p>Quando parliamo di crisi, di conseguenza, dobbiamo parlare sempre di 
<strong>cambiamento</strong> e speriamo, davvero (governo a parte...), che 
questa sia la volta buona. Il nostro bel Paese sembra aver fermato la corsa agli 
acquisti. Ed allora anche i negozianti, per attirare qualche cliente, si 
ingegnano abbassando i prezzi. </p>
<p>Insomma, non ci sono dubbi: <strong>questo Natale sarà un po' diverso dai 
soliti</strong> e questo, forse, è l'augurio che tutti noi vorremmo farci il 25 
dicembre. <strong>Facciamo capire ai nostri figli il vero significato di questa 
festa così importante</strong>: non solo regali all'ultima moda, ma soprattutto 
rendere davvero felici le persone che ci circondano. Prendiamo spunto dalla 
crisi che stiamo vivendo. Cerchiamo di fermarci un attimo e pensare se tutto 
quello che abbiamo vissuto finora è stato veramente quello che abbiamo voluto. 
Probabilmente no, ma siamo ancora in tempo per cambiare. </p>
<p>Natale è <strong>rispetto</strong>, <strong>amore</strong>, 
<strong>fiducia</strong>, <strong>felicità</strong>: parole che vengono usate 
troppo spesso solo per questioni di retorica, ma che contengono, invece, il 
cuore di questa festa.</p>
<p><strong><em>E, allora, non vogliamo augurarvi buon Natale, ma vogliamo che 
questo Natale sia buono non solo per noi, ma per tutti e che la bontà che viene 
tanto predicata in questo giorno non si esaurisca solo al 25 dicembre ma possa 
diffondersi per tutti gli anni a venire.</em></strong></p>
<p>Quindi <em>"in conclusione, caro Babbo Natale, vorrei solo che la tua slitta 
fosse vuota di regali, ma ricca di tanti buoni sentimenti. E quando li 
distribuirai a tutti gli abitanti della Terra, fai pure con calma, perchè, non 
vorrei che nella fretta te ne cadesse qualcuno nel vuoto. Noi siamo qui ad 
aspettarti".</em></p>
<p><strong><em>Grazie e Buon Natale!</em></strong></p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon</strong><br /><em>Amministratore e direttore 
didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><strong>Enrica Papetti <br /></strong><em>Ufficio stampa dell'Istituto di 
Medicina Naturale</em> </p>
<p>Link utili:</p>
<p><A 
href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/11-novembre-2011/natale-crisi-vetrina-c-low-cost-1902130647745.shtml">http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/11-novembre-2011/natale-crisi-vetrina-c-low-cost-1902130647745.shtml</a> 
</p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
</author>
<pubDate>
Mon, 12 Dec 2011 00:00:00 GMT
</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ 
"Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno"
 ]]> </title>
<link>
http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=83
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=83
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<description><![CDATA[ 
<p><strong><em></em></strong></p>
<p><em>"Acqua che non si aspetta / altro che benedetta / acqua che porta male / sale dalle scale / sale senza sale sale / acqua che spacca il monte / che affonda terra e ponte"</em></p>
<p>La canzone, o per meglio dire la poesia, di Fabrizio De Andrè ci ricorda un passato che è tornato prepotentemente, proprio in questi giorni, a scuotere le nostre coscienze e non solo. </p>
<p>Il 4 novembre scorso, città e paesi che prima erano mete turistiche peraltro molto ambite sono diventati villaggi fantasma. Il fango ha seppellito tutto compresi i ricordi e i risparmi di una vita, magari di sacrifici. </p>
<p>E come in ogni catastrofe naturale che si rispetti, è l’ora del rimpallo delle colpe. Il WWF parla di <strong>urbanizzazione selvaggia</strong>, Greenpeace punta il dito contro le <strong>emissioni di gas serra</strong> (secondo i dati riportati dal rapporto degli scienziati del Ipcc, Intergovernmental Panel on Climate Ch’ange, c'e' una probabilità pari al 66% che gli eventi estremi siano già peggiorati a causa dei gas serra prodotti dall'uomo), il sindaco si difende e molti (come avviene sempre in Italia) continuano a sostenere "<strong>lo dicevo io che prima o poi sarebbe successo</strong>". </p>
<p>Si dice che le cause principali di un alluvione siano, essenzialmente, due, la pioggia e l’incuria del territorio. Io ne aggiungerei una terza: <strong>il disinteresse e il non rispetto di ciò che ci circonda</strong>. </p>
<p>Sì, perché <strong>si fa presto a dare tutte le colpe alla Natura</strong>, a cavarsela con le frasi di circostanza che l’ambiente è ormai stanco e ci sta facendo pagare il conto. Qui non si tratta più di perdere tempo a trovare un capro espiatorio. L’unica cosa da farsi si può riassumere in una sola parola: <strong>CAMBIAMENTO</strong>. </p>
<p><strong><em>Inquinamento, disboscamento selvaggio, consumismo sfrenato sembrano essere diventate le password per accedere a nuovi e più allettanti programmi.</em></strong> </p>
<p>Documentandomi, in merito, sul web mi ha colpito molto la frase di un grande poeta e scrittore&nbsp; Henry Thoreau, che scriveva: <em>"Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno"</em>. E' una gran bella verità, forse però, nella società odierna, un po’ troppo difficile da mettere in pratica. </p>
<p><strong>Che cosa significa, quindi, un'inversione di rotta?<br /></strong>Innanzitutto, significa rendersi conto che l'uomo non vive in un contesto isolato, ma in mezzo a tanti altri uomini. Per questo è importante ricorrere a due principi fondamentali: il <strong>rispetto</strong> e la <strong>solidarietà</strong>. E' solo con il rispetto che io posso essere davvero libero e rendere liberi anche gli altri ed è nell’aiuto reciproco che tutto questo si realizza. </p>
<p>E per chi non sa bene ancora che cosa siano nel concreto questi nuovi stili di vita (o, meglio, forse fa finta di non saperlo) la Commissione "Nuovi Stili di vita" della Diocesi di Padova offre, in merito, alcune interessanti coordinate: recuperare un nuovo rapporto con le cose, cercando di evitare lo spreco, ma facendo tesoro di ciò che abbiamo, creare un nuovo rapporto con le persone, dando valore alle relazioni umane e costruendo rapporti interpersonali di rispetto anche nella diversità, instaurare un nuovo e corretto rapporto con la Natura, rispettandola e avendo per lei particolare cura. Infine abbiamo bisogno anche di recuperare un nuovo rapporto con la mondialità, senza chiuderci nel nostro campanilismo ma vedendo sempre l’altro come un arricchimento umano per la nostra esistenza. </p>
<p>Se, nella nostra vita, riuscissimo a prestare ascolto anche a uno solo di questi consigli, usciremmo, ogni giorno, dalle nostre case con un sorriso perché avremo davvero aiutato il nostro pianeta a crescere.</p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon</strong><br /><em>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><strong>Enrica Papetti <br /></strong><em>Ufficio stampa dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p>Link utili:</p>
<p><a href="http://www.ogginotizie.it/44594-alluvione-genova-le-denunce-di-greenpeace/">http://www.ogginotizie.it/44594-alluvione-genova-le-denunce-di-greenpeace/</a></p>
<p><a href="http://nuovistilidivitapadova.wordpress.com/progetto/">http://nuovistilidivitapadova.wordpress.com/progetto/</a> </p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
</author>
<pubDate>
Tue, 15 Nov 2011 00:00:00 GMT
</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ 
IL BOTOX: ELISIR DI GIOVINEZZA?
 ]]> </title>
<link>
http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=82
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=82
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<description><![CDATA[ 
<p>Alzi la mano chi, fra le donne (ma, ahimè, dobbiamo dire anche fra gli uomini), non firmerebbe un patto con il diavolo per <strong>rimanere giovane e bella tutta la vita</strong>? E se questo patto arrivasse a costare qualche migliaio di euro? Beh allora forse è il caso di pensarci su. </p>
<p>Stando ad alcuni dati del 2010, le donne, affette, per così dire, dalla sindrome di Dorian Gray, sembrano essere sempre meno. </p>
<p>Gli <strong>interventi di chirurgia estetica</strong> da "in" stanno diventando sempre più "out". Solo perché la crisi economica non permette più a signore attempate di farsi qualche ritocchino? Sicuramente i portafogli un po’ più vuoti hanno influito. </p>
<p>Navigando nel web, ci siamo imbattuti in una sorta di "listino prezzi", un <strong>elisir di giovinezza</strong> che potrebbe davvero lasciarci al verde: una rinoplastica può costare dai 2.500 ai 6.000 euro, un lifting del collo dai 4.000 ai 6.000 euro e per un lifting del viso&nbsp; si spenderebbero fino a 12.000 euro. </p>
<p><strong>E se qualche rischio c’è, in fondo che importa?</strong></p>
<p>L’essenziale è essere "very beautiful" sempre e comunque. Ma ora la domanda nasce spontanea (o quasi): <strong>da dove viene questa ossessione alla "bellezza a tutti i costi"?</strong> Sembrerebbe un luogo comune, ma non possiamo non attribuire un po’ della colpa a tv e media in genere. I modelli che ci propinano, fin da piccoli, sono quelli di <strong>Barbie</strong> e <strong>Ken</strong>, due ragazzi bellissimi che vivono una "love story" davvero appassionante. E in televisione? Avete mai visto qualcuno di bruttino che non incarni, appieno, il modello di perfezione fisica? Mai.</p>
<p><strong>Ora, perfino, gli uomini passano ore e ore allo specchio</strong> e se spunta una "zampa di gallina" si va di antidepressivi. L’agenzia stampa Adnkronos riporta una notizia alquanto sconcertante "<em>Secondo uno studio commissionato da 'Superdrug' e realizzato su oltre tremila uomini emerge infatti che il sesso 'forte' impiega mediamente 83 minuti al giorno a farsi bello contro i 79 minuti delle donne</em>”.</p>
<p><strong>Insomma, italiani popolo di narcisisti?</strong> Forse, ma qualcosa sta cambiando, per fortuna. Come dicevamo prima, rifarsi non è più trandy. </p>
<p><strong>Molti stanno riscoprendo i vecchi rimedi</strong> che usavano le nostre nonne e che a quanto pare avevano i loro effetti. Non stupiamoci se per avere denti bianchi, un tempo si usava&nbsp; del pangrattato, o se per sgonfiare i piedi bastava solo un po’ di bicarbonato sciolto in acqua, oppure la famosa fetta di patata, soluzione infallibile contro le scottature, peraltro antiestetiche. </p>
<p><strong>Rimedi naturali</strong>, dunque,<strong> che fanno bene al fisico</strong>, ma soprattutto alla mente. </p>
<p><strong>Se ottobre è il mese del cambiamento, quello che dobbiamo cambiare, in primis, è il nostro modo di pensare.</strong> Ogni età, e lo sappiamo bene, ha i suoi pregi e di questo dobbiamo rallegrarci. <strong>Non possiamo essere eternamente giovani</strong> perché, altrimenti, non riusciremmo mai a goderci appieno le bellezze della vita. Non pensiamo ad una bellezza effimera, quella che dobbiamo davvero coltivare è la Bellezza, con la B maiuscola, quella che ci fa stare bene con noi stessi e con ciò che ci circonda. </p>
<p><strong>Essere belli non significa solo farsi un po’ di botulino quando le rughe ce lo richiedono</strong>, ma ascoltare (e non solo sentire) cosa ha da dirci il nostro corpo in tutte le sue stagioni. <strong>Qualche zampa di gallina, la pelle un po’ rilassata non devono metterci in allarme</strong>: ci indicano solo il tempo che passa, che ci matura come è naturale che sia nell'ordine dell'Universo. </p>
<p><strong>Vivere la nostra età con consapevolezza</strong>, senza rimpiangere una giovinezza (fisica) che non c’è più ci permetterà di godere e di assaporare con gratitudine ogni istante che la Vita ci riserva. </p>
<p><strong><em>Botulino, lifting, bisturi potranno, forse, migliorare il nostro fisico, ma per l’anima non ci sono ritocchi che tengano!</em></strong></p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon</strong><br /><em>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><strong>Enrica Papetti <br /></strong><em>Ufficio stampa dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p>Link utili:</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/08/09/news/addio_lifting-20203605/index.html?ref=searchv">http://www.repubblica.it/cronaca/2011/08/09/news/addio_lifting-20203605/index.html?ref=searchv</a></p>
<p><a href="http://italian.irib.ir/notizie/scienza/item/97014-estetica-addio-botox-e-bisturi-arrivano-le-pillole-antirughe">http://italian.irib.ir/notizie/scienza/item/97014-estetica-addio-botox-e-bisturi-arrivano-le-pillole-antirughe</a></p>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Uomo-da-macho-a-Narciso-Davanti-allo-specchio-ora-lui-passa-piu-tempo-di-lei_2130113.html">http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Uomo-da-macho-a-Narciso-Davanti-allo-specchio-ora-lui-passa-piu-tempo-di-lei_2130113.html</a></p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
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<pubDate>
Fri, 14 Oct 2011 00:00:00 GMT
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<title><![CDATA[ 
VIVI BENE SE VIVI CON ... BENESSERE!
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=81
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=81
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<description><![CDATA[ 
<p>Oggi si parla tanto di <strong>benessere</strong>. Ognuno dice la sua. C'è chi ritiene che benessere equivalga a una gita fuori porta, chi ad una giornata in relax alle terme, chi a una serata da trascorrere con gli amici.</p>
<p><strong><em>Ma il vero benessere, qual è e, soprattutto, che cos'è?</em></strong> </p>
<p>Se prendiamo il vocabolario, sotto la voce "benessere" leggiamo: "<strong>stato felice di salute</strong>, di forze fisiche e morali". Sottolineamo pure "<strong>forze fisiche e morali</strong>". </p>
<p>Sì, perchè quando si parla di benessere tutti pensano subito a come <strong>mantenersi in forma</strong>, trascurando spesso ciò che riguarda la nostra sfera più intima, quella delle emozioni. </p>
<p><strong>Benessere significa</strong>, invece come dice il termine stesso, <strong>stare bene a 360 gradi</strong>, con il nostro corpo e con il nostro cervello,<strong> trovare il giusto equilibrio all'interno della propria persona.</strong> </p>
<p><strong><em>Ma gli italiani si preoccupano davvero per il loro benessere?</em></strong> Stando alle statische sembrerebbe di sì.</p>
<p>Leggiamo che nel 2000 circa <strong>28 milioni di italiani</strong> tra i 18 ed i 75 anni <strong>hanno abbracciato modi di pensare più salutistico</strong>, ponendo una crescente attenzione al benessere corporeo con&nbsp; attività sportive, visite mediche regolari ed il consumo di prodotti coltivati biologicamente. E sembra che le cose oggi non siano cambiate poi così tanto.</p>
<p><strong>Italiani</strong>, dunque, <strong>popolo votato ad una vita sana ed equilibrata?</strong> Le potenzialità sembrerebbero esserci, ma forse non vengono sfruttate da tutti. Molti, infatti, amano parlare di qualità della vita, di una corretta alimentazione, di attività fisica. Ma pochi sono in grado di praticare tutto ciò con convinzione e costanza. </p>
<p>Che gli italiani si interessino di benessere psico-fisico lo dimostra il grande successo che, ogni anno, riscuote <strong><em>Biosalus</em></strong>, il <strong>Festival Nazionale del Biologico e del Benessere Olistico</strong>, in programma ad <strong>Urbino</strong> l' <strong>1 e 2 ottobre 2011</strong>. </p>
<p>La manifestazione, organizzata dall'<strong>Istituto di Medicina Naturale</strong> con il patrocinio e il contributo dell'Assessorato ai Lavori Pubblici, Protezione Civile, Risparmio Energetico e Attività Produttive del Comune di Urbino e con il patrocinio del Ministro del Turismo, della&nbsp;Regione Marche, della Provincia di Pesaro Urbino e di Legambiente, coniuga la cultura per il benessere e per un corretto stile di vita con la musica, l'arte, la danza e non solo. Biosalus, infatti, vuole coinvolgere il visitatore in un percorso interamente dedicato al <strong>benessere a 360 gradi</strong>, centrando l'attenzione sulla qualità della nostra vita. </p>
<p>Oltre a conferenze, convegni e seminari tenuti da importanti esperti del benessere di fama internazionale, coloro che parteciperanno a Biosalus saranno trasportati nelle affascinanti atmosfere e nella millenaria tradizione del popolo cinese, paese ospite di questa edizione. Saranno, infatti, a disposizione medici agopuntori esperti di medicina tradizionale cinese, maestri e scuole di tai ji quan e qi gong tra i più accreditati, professori universitari che parleranno delle filosofie nate o che si sono sviluppate in Cina (taoismo, confucianesimo e buddismo) ed esperti di tui na (massaggio tradizionale cinese) e di feng shui. </p>
<p><strong>Per chi crede che un futuro di benessere sia importante</strong> per le nostre e le future generazioni, per chi è convinto che un mondo più a misura d'uomo sia ancora possibile, per chi ritiene che vivere in armonia con se stessi significhi rispetto per chi ci circonda, si dia davvero da fare perchè <strong>una vita migliore non è un diritto, ma un dovere morale per tutti!</strong></p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon</strong><br /><em>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><strong>Enrica Papetti <br /></strong><em>Ufficio stampa dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
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<pubDate>
Sat, 24 Sep 2011 00:00:00 GMT
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<title><![CDATA[ 
QUESTO LUNA PARK NON E’ DIVERTENTE
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=80
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<description><![CDATA[ 
<DIV style="MARGIN-TOP: 10px; MARGIN-BOTTOM: 10px">
<p><em>"Chi ha tempo, non aspetti tempo" <br />"Chi tardi arriva, male alloggia"<br />"Non perder tempo"<br />"Il tempo è denaro"<br />"Il tempo passato non torna più"<br />"Il tempo regna sovrano"</em></p>
<p>Sì, è vero, sono tutti modi di dire, li <em>usavano</em> i nostri nonni, li usiamo noi e probabilmente li continueranno ad usare le nuove generazioni. </p>
<p><strong>Il tempo</strong>, ormai, sembra essere diventato <strong>il nostro peggior nemico</strong>. Cellulari, agende, post-it sono lì, nella nostra borsa come degli <em>avvoltoi</em>, a ricordarci la sveglia, la palestra, la riunione di lavoro, lo shopping. E noi li assecondiamo in tutto e per tutto, vivendo una vita sempre a 100 all’ora. <strong>Acceleriamo in continuazione</strong> senza pensare che a rimetterci potrebbe essere (anzi lo sono sicuramente…) mente e fisico. </p>
<p><strong>In base al tempo</strong>, in particolare al suo uso, si possono classificare diverse tipologie di persone: quelle che vivono ripetendo "<em>era meglio quando era peggio"</em>, rimpiangendo un passato che non può più tornare, quelli che vivono ogni loro giorno come se fosse ultimo ricordandosi <em>"che devono morire"</em>. Poi ci sono quelli che pensano sempre al domani, il tempo non basta mai, quelli che parlano del 2012, 2013, 2014 e non riescono a vivere il presente se non in funzione del futuro. E poi ancora quelli che vorrebbero che la giornata fosse di 48 ore perché le tradizionali 24 sono "troppo" poche per lavorare, fare shopping, accompagnare i figli in piscina. </p>
<p><strong><em>Siamo tutti saliti su una giostra, ma purtroppo questo luna park non è troppo divertente.</em></strong> </p>
<p>Anche quello che una volta si chiamava <strong>tempo libero</strong> in cui ognuno di noi, fuori dall’orario di lavoro, poteva coltivare le proprie passioni, ora è sempre occupato da mille faccende. </p>
<p>Secondo un’indagine ISTAT, infatti, gli italiani sarebbero, tra i cittadini europei, quelli con meno tempo libero a disposizione … pensate, <strong>solo 4 ore e 8 minuti</strong>. </p>
<p><strong>Ma perché questo tempo ci fa vivere in uno stato di ansia perenne?</strong></p>
<p>Perché l'ordinario stile di vita, spesso, ci spinge a non fermarci mai (d’altronde <strong>chi si ferma è perduto!</strong>), a correre sempre, in continuazione, per raggiungere non si sa bene quale meta. Il tempo per pensare è out, è <strong>fuori moda</strong>, roba da elite. </p>
<p><strong>E allora l’invito qual è?</strong> Ce lo dice direttamente <strong>Carl Honorè</strong>, giovane giornalista canadese, che, con il suo libro <em>"E vinse la tartaruga"</em>, ci esorta a vivere la nostra vita un po’ a rallentatore, riappropriandoci della nostra dimensione affettiva senza inutili stress nocivi alla nostra salute. </p>
<p><strong>Abbiamo bisogno davvero</strong> di fermarci un attimo e capire ciò che conta davvero nella nostra vita, dobbiamo renderci conto che la corsa ai soldi, alla carriera, al potere, alla fine, ci fa arrivare senza fiato. </p>
<p><strong>E allora si può ancora vivere anche andando in seconda?</strong> Sicuramente sì e se non ci basta l’esempio di Carl Honorè il bellissimo libricino per bambini <em>"Ho il tempo in tasca" </em>di <strong>Manuela Monari</strong> ci dà man forte in questo. Proprio la Monari, grazie all’omino piccolo vestito di giallo con un cappello a cilindro che sbuca tra i quaderni di Paolo, un bambino alle prese con la vita frenetica della mamma, ci offre un messaggio preziosissimo: </p>
<p><em>"i matti sono là fuori ... ho cercato di metterli in guardia, ma non mi hanno creduto ... ora passano la vita a darmi la caccia. Sono peggio di un bandito. Tutti mi cercano ma in realtà nessuno mi vuole trovare. Il tempo è qui ora ... non rincorrermi, non gettarmi via, non maltrattarmi, non sprecarmi, non scavalcarmi ma cavalcami, cammima al mio fianco sorridendo e così diventerai grande ... ma non annoiarmi con il futuro, dimmi piuttosto cosa vuoi fare adesso"</em>.</p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon</strong><br /><em>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><strong>Enrica Papetti <br /></strong><em>Ufficio stampa dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p>Link utili:</p>
<p><a href="http://www.if-imprenditoriafemminile.it/articoli/art_tempolibero.doc">http://www.if-imprenditoriafemminile.it/articoli/art_tempolibero.doc</a></p>
<p><a href="http://www.orda.it/sonzogno/popup/luglio04/4541162.htm">http://www.orda.it/sonzogno/popup/luglio04/4541162.htm</a></p></DIV>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
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<pubDate>
Mon, 22 Aug 2011 00:00:00 GMT
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<title><![CDATA[ 
Non solo un mucchio di lattine ...
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=79
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=79
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<description><![CDATA[ 
<p>"Se devi guidare non fare il pieno", "Amici, ma non dell'alcol", "Non giocare con la vita, se guidi non bere", "Ragazzi, vediamoci chiaro", "Se devi guidare, lascia che l'unico a bere sia il tuo motorino" sono solo alcuni degli slogan che il <strong>Ministero della Salute</strong> ha scelto, negli ultimi anni, per "combattere" l'abuso di alcol e limitare, di conseguenza, le tristemente famose "stragi del sabato sera". </p>
<p><strong>Ma cosa c'è di così allettante in quella bottiglia per i giovani di oggi?<em> </em></strong>Spesso c'è quella sicurezza che credono (anzi sono quasi sicuri...) di non avere, quella compagnia di cui hanno bisogno e che spesso non riescono a trovare, quelle risposte alle domande tipiche dell'età adolescenziale. Proprio con quella bottiglia in mano i giovani urlano il loro disagio, bevendosi quella vita che dovrebbero, invece, gustare a piccoli sorsi. Inutile dire che, in Italia, il consumo di alcol sta crescendo vertiginosamente soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. </p>
<p>Secondo, infatti, i dati Istat, se è vero che nel nostro Paese la popolazione che consuma alcol è rimasta sostanzialmente stabile (70%) negli ultimi anni, quello che più colpisce è che, tra i ragazzi dai 18 ai 24 anni, il consumo occasionale è passato, dal 1998 al 2008, dal 54,5% al 60,8% e quello fuori pasto dal 30,3% al 41,6%. Questi sono dati, ma sappiamo bene che <strong>dietro questi numeri ci sono i giovani con le loro numerose problematiche</strong>, i loro desideri e le loro speranze. E allora viene da chiedersi (domanda forse banale...), <strong>perché così tanti giovanissimi iniziano a bere?</strong> </p>
<p>Perché spesso bere significa dimenticare le preoccupazioni della giornata, appartenere ad un gruppo, sentirsi grandi, sicuri e fare ciò che fanno grandi, essere meno timidi con la ragazza che ci piace, divertirsi e vedere soprattutto "l'effetto che fa". </p>
<p><strong>E che importa se tutto questo fa male alla salute</strong> ... a quindici anni non pensi che, un domani, potresti avere qualche problemuccio in più!</p>
<p>Qui nessuno vuole fare prediche o paternali, non si vogliono attribuire colpe né trovare i colpevoli. </p>
<p><strong>Troppo facile puntare il solito dito</strong> contro la famiglia, le istituzioni, la scuola, gli amici. <strong>Qui c'è in ballo la vita dei ragazzi</strong>. Sono loro stessi che devono sentirsi <strong>protagonisti della loro esistenza</strong> e delle loro scelte. </p>
<p>Ovviamente devono essere aiutati, ma non aiutati a evitare ciò che è male, ma a scegliere consapevolmente ciò che è bene per loro stessi e per il loro benessere. Occorre valorizzare e potenziare i talenti e le capacità dei ragazzi, facendo sentire loro che vengono apprezzati e stimati. </p>
<p><strong>Il mondo degli adulti</strong>, fortunatamente (anche se sembra avere sempre la verità in tasca), <strong>non è infallibile</strong>: per costruire un domani diverso da quello che sembra profilarsi all'orizzonte, grazie anche all'eredità non rosea che nostra generazione sta lasciando, c'è bisogno di <strong>nuove idee</strong>, nuovi stimoli, <strong>nuova consapevolezza</strong>, che solo i ragazzi, con il loro entusiasmo contagioso, sanno trasmettere. </p>
<p>In questo modo i giovani potranno costruire il loro futuro su fondamenta solide e non su <strong>un mucchio di lattine</strong>.</p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon</strong><br /><em>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><strong>Enrica Papetti <br /></strong><em>Ufficio stampa dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p>Link utili:</p>
<p><a href="http://www.salute.gov.it/servizio/campagna.jsp?idarc=20">http://www.salute.gov.it/servizio/campagna.jsp?idarc=20</a></p>
<p><a href="http://www.epicentro.iss.it/alcol/apd09/Apd09_slide_Sabbadini.pdf">http://www.epicentro.iss.it/alcol/apd09/Apd09_slide_Sabbadini.pdf</a>&nbsp; </p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
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<pubDate>
Wed, 20 Jul 2011 00:00:00 GMT
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<title><![CDATA[ 
TV: L'ORRORE ON DEMAND
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=77
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=77
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<description><![CDATA[ 
<p>Che cosa hanno in comune un <strong>garage</strong>, un <strong>viale</strong> e un <strong>bosco</strong>? Apparentemente nulla, ma se ci pensiamo bene questi tre luoghi sono accomunati da una "<strong>sottile linea di morte</strong>". Impossibile non saperlo. Telegiornali e talk show non ci hanno dato il tempo di rimanere ignoranti. Ci hanno messo subito al corrente e non è retorica se diciamo che, oggi, <strong>l’orrore è davvero "on demand"</strong>. </p>
<p>Vuoi conoscere i particolari di un qualunque omicidio? Basta accendere un qualsiasi telegiornale e avremo tutte le risposte, anche alle domande che forse non ci saremmo mai posti. I <strong>processi</strong>, ormai, sono usciti dall’aula dei tribunali e sono finiti in pasto al <strong>pubblico morboso</strong> della tv. </p>
<p><strong>"Volete Gesù o Barabba?"</strong>. Nella nostra società, nessuno avrebbe le idee chiare sulla questione. Ma questo non importa. L’importante è accalcarsi sul <strong>luogo del delitto</strong>, improvvisarsi <strong>investigatori</strong> e, al minimo indizio su un presunto colpevole, dire <strong>"io lo sapevo già che era stato lui</strong>". </p>
<p>Ora, verrebbe da chiedersi: <strong>c'è ancora rispetto per il dolore?</strong> Forse sì, ma quando vediamo in&nbsp;tv esperti (o presunti tali) che, in un salotto televisivo, dibattono su argomenti di cui non sanno nulla o quasi, il dubbio diventa legittimo. </p>
<p>Proprio in merito a questa sorta di <strong>"processi mediatici"</strong> l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nell’atto di indirizzo sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive si era espressa in questi termini: </p>
<p><em>La tecnica della spettacolarizzazione dei processi, che le trasmissioni televisive utilizzano a fini di audience, amplifica a dismisura la risonanza di iniziative giudiziarie che, per il loro carattere spesso semplicemente prodromico e cautelare, potrebbero nel prosieguo del processo anche rivelarsi infondate e risultare quindi superate, con il rischio della degenerazione della trasmissione in una sorta di "gogna mediatica" a scapito della presunzione di non colpevolezza dell’imputato e, in ultima analisi, della tutela della dignità umana e del diritto al "giusto processo".</em></p>
<p>Sappiamo bene, inoltre, che la comunicazione (ahimè) è facilmente manipolabile: in tv <strong>ci fanno vedere o ascoltare solo ciò che vogliono</strong> (o meglio ciò che ritengono sia nei desideri di quello che per loro è il "popolino"), offrendoci l'una o l'altra versione dei fatti a seconda della persona che vogliono mettere in luce o in ombra. </p>
<p>Ed ecco allora che gli occhi lucidi dei genitori della figlia scomparsa o uccisa&nbsp;<strong>fanno impennare gli ascolti</strong>, la dichiarazione di un marito (colpevole o innocente?) desta <strong>grande curiosità</strong> nel telespettatore, tanto più se i colpevoli sono ancora in giro e magari se la stanno ridendo pure, alla faccia di chi vuole vederli assicurati alla giustizia. </p>
<p><strong>Quando finiranno queste soap opere dell'orrore?</strong> Finchè ci saranno persone desiderose di vedere il tragico negli occhi e nel cuore altrui mai, finchè ce ne saranno altre pronte ad emulare gesti brutali per cinque minuti di fama nel magico mondo fatto di lustrini e paillettes mai, mai, mai. </p>
<p><strong>E nel frattempo noi ché possiamo fare?</strong> Una cosa semplicissima e difficilissima allo stesso tempo: <strong>ragionare</strong>. La tv ci può manipolare, ma non deve andare a intaccare né la nostra <strong>coscienza</strong>, né la nostra <strong>dignità</strong>. Gli uomini si differenziano dagli animali proprio per la loro capacità di pensare.&nbsp; Facciamo vedere, allora, che <strong>non siamo solo marionette</strong> attaccate ai fili di un Mangiafuoco sadico e spietato: cambiamo canale o ... dedichiamo il nostro <strong>prezioso tempo</strong> ad altro!</p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon</strong><br /><em>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><strong>Enrica Papetti <br /></strong><em>Ufficio stampa dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><br />Link utili: </p>
<p><a href="http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=4572&amp;Search=processi_mediatici">http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=4572&amp;Search=processi_mediatici</a></p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
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<pubDate>
Mon, 13 Jun 2011 00:00:00 GMT
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<item>
<title><![CDATA[ 
Verso l'isola che (non) c'è
 ]]> </title>
<link>
http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=76
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http://www.istitutomedicinanaturale.it/public/page.aspx?ch=blog&amp;s=76
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<description><![CDATA[ 
<p>Il motore del 2000 sarà bello e lucente. Eh sì, Lucio Dalla aveva ragione, ma su una cosa si sbagliava di grosso. Il motore del 2000 non è né silenzioso, né delicato: è semplicemente...&nbsp;inquinante. Navigando nell’etere, alcuni siti che si occupano di ecologia e sostenibilità dell’ambiente riportano un dato, a dir poco, inquietante: respirare aria a Milano o Palermo equivale a fumare circa 15 sigarette al giorno e non è che "il fumo passivo" ne uccida meno di quello... "attivo".</p>
<p>Ma sembra che sia arrivato qualcosa che può garantirci un futuro migliore: risponde al nome di <em>motore magnetico</em>. </p>
<p>Ma chi ha avuto la brillante idea di questa invenzione? E chi, se non gli americani...? L’inventore, infatti, è un arzillo 72enne, tale ingegner <strong>Bill Landon</strong>, originario del Connecticut. Questo motore magnetico, secondo Landon, ci risolverà tutti i problemi o quasi... (è il caso di dire God save Bill)! Ma, andiamo con ordine e scopriamo di che cosa si tratta. </p>
<p>E’ una struttura formata da un rotore (ovvero l'albero motore di un motore elettrico) e da una serie di perni disposti lungo la circonferenza. Tali perni non sono disposti a "random" (casualmente), ma secondo una precisa logica (Bill ha pensato davvero a tutto...): ognuno spinge l’altro così da avere una rotazione costante. Questo motore, a suo dire, dovrebbe alimentare ogni cosa e addirittura sostituire il carburante. Realtà o fantascienza? Forse questo è ancora presto per dirlo, sembra quasi troppo facile ed economico per essere vero. Noi, intanto (visto che ci piace spendere...), ci consoliamo con il nucleare, quello sì che ci dà "sollievo". E non importa se "nuoce gravemente alla salute" ... <strong>the show must go on</strong>. </p>
<p>Così, in merito, scrive l’agroecologo Giuseppe Altieri:&nbsp;</p>
<p><em>"&nbsp;... date alla Vita Angeli Consapevoli ... e proteggeteli <br />educandoli ad agire solo ed esclusivamente secondo le Leggi di Natura<br />quelle che Dio non può violare<br />mentre l'Uomo può violentare, <br />più potente di Ogni Dio<br />... ma facendo ciò ... <br />può solo farsi del Male ..."</em></p>
<p>In mezzo a pesci e carni radioattivi, ci piace sognare un <strong>mondo migliore</strong> dove le invenzioni siano solo e soltanto al servizio della natura e del benessere collettivo. Basta con gli sfruttamenti e l’interesse privato: dobbiamo renderci conto che <strong>il nostro bene</strong> dipende anche dal bene altrui. Solo così i nostri figli riusciranno a costruire una società migliore di quella che gli stiamo lasciando. </p>
<p>Se è vero che un Bill (Clinton) è stato un presidente americano, un Bill (Gates) ha&nbsp; rivoluzionato il sistema informatico, speriamo che l’ultimo Bill (Landon) possa davvero condurci verso l’<strong>isola che c’è</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riflessione scritta a quattro mani da: </p>
<p><strong>Maria Assunta Bordon</strong><br /><em>Amministratore e direttore didattico dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
<p><strong>Enrica Papetti</strong> <br /><em>Ufficio stampa dell'Istituto di Medicina Naturale</em> </p>
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<author>
Istituto di Medicina Naturale
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<pubDate>
Mon, 16 May 2011 00:00:00 GMT
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